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Sicurezza e continuità operativa

Sicurezza e continuità operativa

Cosa succede quando qualcosa si rompe, e come proteggere telefonia e connettività da guasti e attacchi.

Se hai un centralino in locale, le chiamate in corso cadono e il numero di deregistra. È possibile attivare un servizio di backup che in automatico permette di deviare la chiamate in ingresso versos un altro numero, tipicamente su numeri mobili o su una sede alternativa. Con una linea dati di backup la continuità è totale.
Se hai un centralino in cloud, se ha risposto da un telefono fisso la chiamata cadrà, ma potrai continuare ad utilizzare il tuo interno e il tuo numero di telefono, tramite un’app sul tuo smartphone, per esempio.

La risposta dipende da dove risiede il sistema telefonico, ed è una differenza sostanziale.

Con un centralino in cloud, il sistema continua a funzionare anche quando la tua sede è irraggiungibile: riceve le chiamate e applica le regole che hai impostato. Il risultato è che il chiamante trova comunque una risposta, che sia una deviazione su mobile, un instradamento verso un’altra sede o un messaggio con possibilità di lasciare un contatto, o più semplicemente potrai utilizzare il tuo interno tramite app, se il centralino lo prevede.

Con un centralino fisico in sede, l’interruzione della connessione isola completamente il sistema e non c’è nulla che possa essere fatto da remoto.

Le regole di fallback vanno definite in anticipo, non improvvisate durante il disservizio. Le configurazioni tipiche prevedono deviazione sui mobili delle persone chiave, instradamento verso una sede alternativa, o un messaggio informativo con raccolta del contatto.

Con una linea di backup su tecnologia diversa la commutazione è automatica e i telefoni in sede tornano operativi in pochi secondi, senza che nessuno debba fare nulla.

La linea di backup è una seconda connessione, di norma su tecnologia diversa dalla principale, che entra in funzione automaticamente quando la primaria non risponde. Il passaggio è gestito dal router ed è trasparente per gli utenti.

Il meccanismo si basa su un router che monitora costantemente lo stato della connessione principale. Quando rileva che non risponde, instrada il traffico sulla secondaria; quando la principale torna disponibile, rientra automaticamente. 

Il requisito importante è la diversità tecnologica. Una fibra affiancata da FWA o da satellitare offre una ridondanza reale, perché i due collegamenti non condividono infrastruttura né percorso fisico. Due linee dello stesso tipo sullo stesso cavo cadono insieme. 

I tempi di commutazione dipendono dalla configurazione: si va da pochi secondi a qualche decina. Le chiamate in corso al momento della commutazione cadono comunque; quelle successive funzionano normalmente. 

Il dimensionamento del backup non deve necessariamente eguagliare la principale. Serve a garantire l’operatività essenziale, non le prestazioni piene: una connessione più modesta ma sufficiente a reggere telefonia e applicativi critici è una scelta ragionevole in termini di costo. 

Va testato periodicamente. Scollegare la principale una volta l’anno e verificare che tutto continui a funzionare è l’unico modo per sapere che il backup c’è davvero. 

Il firewall controlla il traffico in ingresso e in uscita dalla rete aziendale, bloccando accessi non autorizzati e connessioni verso destinazioni pericolose. Su reti che trasportano anche il traffico voce, la sua configurazione incide direttamente sul funzionamento del VoIP.

Il firewall è il punto di controllo tra la rete aziendale e l’esterno: decide cosa può entrare e cosa può uscire.

Il firewall ha diverse funzioni, tra cui: bloccare i tentativi di accesso dall’esterno, verso risorse che non devono essere esposte, o che devono essere accessibili solo da determinate sorgenti oppure filtrare le connessioni in uscita verso destinazioni specifiche.

Importante configurare il firewall in modo che possa interagire correttamente con le centrali Voip e i dispositivi Voip, in modo da rendere permessa (ma sicura) la comunicazione.

Per le PMI la scelta ragionevole è un apparato gestito, configurato e mantenuto aggiornato da chi fornisce il servizio, anziché un dispositivo lasciato ai valori predefiniti.

Un DNS filter blocca la risoluzione dei domini classificati come pericolosi o non conformi alle policy aziendali, impedendo l’accesso a siti di phishing e malware prima ancora che la connessione venga stabilita. È una protezione leggera, che non richiede software sui singoli dispositivi.

Il DNS è il sistema che traduce i nomi dei siti in indirizzi Ip. Ogni volta che un dispositivo tenta di raggiungere un sito, prima chiede al DNS dove si trova.

Il filtro si inserisce esattamente in quel momento: se il dominio richiesto è classificato come pericoloso,o se il sito non passa determinati filtri imposti proprio dal dns, la risoluzione viene negata e la connessione non si stabilisce nemmeno.

Il vantaggio rispetto ad altre protezioni è che agisce prima del contatto, non dopo. Un utente che clicca su un link di phishing in una email non raggiunge il sito, quindi non ha modo di inserire le proprie credenziali.

Il secondo vantaggio è la leggerezza: si configura a livello di rete e protegge tutti i dispositivi collegati, compresi quelli su cui non è possibile installare software, come stampanti, telecamere e apparati vari.

Consente anche di applicare policy aziendali sull’uso della connessione, bloccando categorie di siti non pertinenti all’attività.

Non sostituisce antivirus e firewall: è un livello aggiuntivo, particolarmente efficace contro la minaccia più comune, che resta il phishing.

CLUSTER 9 · PRIORITÀ P2

È l’insieme delle soluzioni che mantengono attive connettività e telefonia anche in caso di guasto: linea di backup su tecnologia diversa, instradamento automatico delle chiamate su percorsi alternativi, apparati ridondati. L’obiettivo è che un’interruzione tecnica non diventi un’interruzione operativa.

Il principio è che i guasti accadono, e la differenza tra le aziende non sta nel subirli o meno ma in quanto costano quando accadono. 

La continuità si costruisce su tre livelli. La ridondanza della connessione, con una seconda linea su tecnologia diversa che entra in funzione automaticamente. La ridondanza dell’instradamento, con regole che dirottano le chiamate quando la sede non risponde. La ridondanza dell’alimentazione, con gruppi di continuità sugli apparati di rete. 

La scelta di quanto investire si fa con un calcolo semplice: quanto costa un’ora di fermo. Per un’attività che riceve ordini telefonici o eroga assistenza, il costo è immediato e quantificabile. Per un ufficio amministrativo è molto inferiore. 

Un elemento spesso trascurato è che la ridondanza deve essere su tecnologia diversa. Due connessioni dello stesso tipo sullo stesso percorso condividono i punti di guasto: se cede l’infrastruttura, cedono entrambe. 

Vale anche la verifica periodica: un backup mai testato ha una probabilità non trascurabile di non funzionare quando serve. 

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