L’espressione “digital divide” nasce a metà anni 90 del secolo scorso, periodo durante il quale si iniziò a diffondere il pensiero e l’idea che in mancato utilizzo di Internet potesse portare a una nuova tipologia di disuguaglianza a livello sociale.
Difatti, per dare un significato a questo nuovo gap, l’allora Vicepresidente Al Gore dell’amministrazione Clinton definì il digital divide come la differenza fra gli information haves e gli havenots.
Il termine continua tutt’oggi ad essere utilizzato per declinare le disparità sull’utilizzo e la disponibilità di Internet. Nello specifico, la disuguaglianza del mancato utilizzo o meno della rete, si declina in due punti principali, entrambi come cause ed effetto del divario stesso:
- Mancanza di infrastrutture in determinate zone geografiche.
- Mancanza di competenze digitali di base all’interno della popolazione.
Il Mercato italiano, nello specifico, presenta un gap importante a livello di infrastruttura di reti e accesso alle nuove tecnologie sia dal punto di vista territoriale che a livello di competenze digitali.
Guardiamo lo sviluppo delle nuove tecnologie di rete in Italia; sulla base del Digital Decade 2030, nuovo strumento utilizzato dalla Commissione Europea in sostituzione al DESI per definire il livello di digitalizzazione di un Paese membro, l’Italia si trova al terzultimo posto per copertura VHCN – Very High Capacity Network e sestultima per copertura FTTP – Fiber To The Permises con uno sviluppo del 59,6% rispetto alla media UE del 78,8%.

Nello specifico, gli accessi diretti complessivi alla Rete Fissa, dimostrano un incremento dell’FTTH e dell’FWA con una diminuzione relativa agli accessi in ADSL ed FTTC. Nonostante questo, la tecnologia principalmente presente nel nostro Paese risulta essere per il 45,9% composta da FTTC:
Fonte: Osservatorio AgCom n.4/2024
Le motivazioni principali dovute a questi ritardi nel nostro Paese, sono da trovare principalmente, come ben potevamo immaginare, a causa della nostra strategia burocratica e amministrativa che rende i processi di sviluppo molti più lenti e complicati. Sia il Piano per la Banda Ultralarga che il Piano Italia 1Giga sono in ritardo e hanno dovuto ricontrattualizzare i loro obiettivi di copertura nazionale ridimensionando le numeriche ovviamente abbassando i loro tetti iniziali.
Le differenze a livello di copertura, si notano ancora di più se analizziamo le varie regioni e ci è sembrato interessante porre, in questo articolo, l’attenzione sul principale tessuto industriale italiano ovvero le PMI, sia relativamente alla zona geografica che al Settore di competenza:

A livello nazionale, la copertura FTTH si sta espandendo abbastanza generalizzata se guardiamo l’Italia nel suo complesso ma nelle zone rurali e industriali, purtroppo non possiamo confermare lo stesso dato.
Queste difatti, sono le zone in cui i detentori delle reti, non hanno ritenuto, ad oggi, vantaggioso investire in infrastruttura di rete sbagliando poiché, è soprattutto nelle aree industriali che si sviluppa il tessuto industriale italiano che può aiutarci a recuperare competitività nel nostro Paese.
È proprio per questo motivo che, anni fa, sono entrate in gioco tecnologie alternative che permettono di fornire connettività performanti anche in zone remote o industriali, parliamo di FWA – Fixed Wireless Access e della Rete Satellitare.
Sia l’FWA che la Rete Satellitare si sono evolute negli ultimi anni con l’intento di fornire connessioni stabili, velociti e a bassa latenza che si possono sposare con il VoIP e le infrastrutture di rete interne dei Clienti.
Stesso motivo per cui noi stessi, abbiamo dovuto e voluto inserire nella nostra offerta commerciali TUTTE le tecnologie presenti all’interno del mercato TELCO, tra le ultime presentate proprio il VoIPSTAR, connettività satellitare, così da poterci adeguare non sono alle necessità del Cliente Business ma anche alla copertura presente nel nostro Paese.
Il secondo punto che incide fortemente sul digital divide del nostro Pese, è proprio legato alla CRONICA mancanza di competenze digitali di base nel nostro Bel Paese.
Possiamo avere a disposizione tutte le tecnologie per essere performanti sul mercato ma se non sappiamo a cosa servono e come possono migliorare la nostra vita lavorativa, continueremo a non ritenerle un investimento vantaggioso e profittevole.
Siamo quintultimi in Europa in quest’ambito e terzultimi se consideriamo la presenza di ICT Specialist per migliorare questa situazione.
è per questo che ci prendiamo il dovere e l’onore di lavorare assieme a System Integrator, Aziende di Informatica, MSP, Tecnici, per diminuire il digital divide presente nel nostro Paese grazie alle tecnologie che, assieme a loro, studiamo e cuciamo sulle esigenze di ogni Cliente.





